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Differenza tra tè verde e tè nero

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Il tè verde e il tè nero possiedono tante preziose proprietà salutari, per questo il loro utilizzo è largamente diffuso e da sempre consigliato. Nonostante derivino entrambi dalla medesima pianta del tè, la Camellia Sinensis, sono però molto differenti tra loro per origine, raccolta, lavorazione, proprietà e caratteristiche organolettiche. Vediamo più da vicino le differenze tra questi due tipi di tè.

Lavorazione: processo di ossidazione

Tutte le tipologie di tè iniziano la propria lavorazione dalla prima fase: l’appassimento. In questa fase le foglie di Camellia Sinensis vengono lasciate leggermente appassire (con una ventilazione che può essere naturale o artificiale), in modo da renderle più lavorabili nelle successive fasi.
Quello che differenzia il tè verde e il tè nero risiede nelle fasi successive e in particolare nel processo di ossidazione: una reazione spontanea tra l‘ossigeno dell‘aria e i succhi della foglia. Il tè verde non è ossidato, mentre il tè nero lo è al 100%.

La lavorazione del tè verde prevede 3 fasi: stabilizzazione, arrotolamento ed essicazione. La stabilizzazione ha lo scopo di evitare l’ossidazione naturale delle foglie, che vengono quindi bruscamente riscaldate per disattivare gli enzimi. I metodi di stabilizzazione sono diversi da Paese a Paese: in Cina utilizzano il metodo a calore, con grandi padelle tipo wok, per bloccare l’ossidazione e questo conferisce un sapore più delicato, in Giappone invece usano il metodo a vapore che dona al tè un sapore più intenso, più profumato ma anche più erbaceo. Una volta fermata l’ossidazione, le foglie vengono arrotolate per ottenere la forma desiderata e infine essiccate.

Al contrario, il tè nero è ossidato al 100%. Dopo l’appassimento, le foglie di Camellia Sinensis vengono arrotolate: questa pratica crea delle microfratture nella foglia, ma senza frantumarla. In questo modo l’ossigeno può entrare in contatto più facilmente con i succhi interni e favorire così il processo di ossidazione. I composti presenti nella foglia si trasformano: cambia il colore, il profumo, l’aroma. Terminato il processo, le foglie vengono infine essiccate e sono ora pronte per il trasporto.

Proprietà e benefici

La proprietà benefica più rilevante del tè verde è quella di essere un ottimo integratore di sostanze antiossidanti: le catechine. Queste sostanze aiutano il corpo a prevenire l’invecchiamento cellulare, a contrastare l’azione dei radicali liberi e a mantenere in salute il sistema cardio-circolatorio. La loro percentuale varia in base a tanti fattori ma è in genere molto buona: nei casi migliori sfiora i 45mg per grammo di foglie secche.

Tra le due varietà, il tè verde è colui che contiene il maggior numero di catechine, grazie alla lavorazione povera della foglia.
Nei tè neri, le catechine si convertono in altri composti come la teoflavina, blandamente antiossidanti, che sono responsabili però del caratteristico colore arancio/rosso e del tipico sapore.

Tra i flavonoidi sono presenti anche i tannini: astringenti e benefici per il tratto digerente, influiscono però molto sul gusto dell’infusione, essendo di sapore amaro. Sono il motivo per cui un tè diventa amaro, se lasciato in infusione per un tempo eccessivo.

Varietà di tè verde

Il tè verde Il tè verde è prodotto in tantissimi Paesi, ma quelli che si distinguono maggiormente per la sua produzione sono Cina, Corea del Sud e Giappone. Tra i tè verdi più interessanti troviamo: 

  • Il tè verde Lung Ching: fresco e profumato, è conosciuto come il tè verde della “Fontana del Dragone”. Proviene dalla regione cinese Zhejiang, viene raccolto accuratamente a mano ed essiccato in padelle bollenti.
  • Il tè Joongjak Plus proviene dalla Corea del Sud. Le foglie vengono prima sottoposte a cottura a caldo umido, come nel metodo tradizionale giapponese, poi a cottura a caldo secco, come avviene per il tè verde cinese. Questa fusione di metodi tradizionali di produzione rende questa tipologia di tè coreani unica al mondo. Ne risulta un tè verde piacevolmente delicato con un profumo fresco e floreale, dal colore giallo intenso in tazza.
  • Il tè Kukicha è un tè giapponese proveniente da Kagoshima. La sua produzione è molto particolare perchè si ottiene dalla combinazione delle migliori foglie di tè verde e i rametti della pianta del tè. Il suo gusto è molto declicato e ricorda le noci.

Varietà di tè nero

Tra i più importanti produttori al mondo di tè nero ci sono sicuramente India, Sri Lanka, Indonesia e Africa. Spesso le varietà sono conosciute principalmente per la regione di produzione, come avviene ad esempio per questi tè neri:

  • Il tè nero Assam prende il nome dalla regione dell’Assam, in India, ai confini con Cina, Birmania e Bangladesh. Il tè proveniente da particolari “serre naturali” si contraddistingue per i suoi sentori molto ricchi e corposi, molto maltati e quasi pungenti. 
  • Il tè nero Dajeeling proviene dalla omonima regione himalayana ed è un tè famoso per la sua incredibile delicatezza, tanto da essere spesso nominato come lo “Champagne dei Tè”. Nel Darjeeling le foglie vengono raccolte 4 volte l’anno, anche se la raccolta più pregiata è quella di Aprile, la Primaverile, anche nominata First Flush. Questi primi raccolti sono ancora molto verdi, freschi e dalle note moscate.
  • Il tè nero Ceylon è un tè originario della regione del Ceylon dello Sri Lanka, si distingue per il I suoi sapori balsamici e lievemente amari e per l’inconfondibile colore ambrato. A Ceylon la produzione di tè neri viene suddivisa in base alla regione di produzione: sono ben 7 regioni, le più conosciute sono Nuwara Eilya e Dimbula.

Conclusione

Tè verde e tè nero sono due grandi famiglie composte da diverse varietà ognuna con le proprie peculiarità. Scopri e gusta la vasta selezione di PETER’S Tea House

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